Recentemente ho avuto una conversazione con una collega con la quale ho condiviso il corso per amministratori di condominio nel 2010/2011. Dopo tanti anni di appartenenza alla stessa associazione, ha deciso di non rinnovare l’iscrizione.
La scelta, legittima, mi ha però portato a una riflessione più ampia sul nostro lavoro.
Non si tratta solo di una questione economica. Una quota associativa che include polizza RC professionale e tutela legale, se acquistate separatamente, avrebbe un costo ben superiore. Ma ciò che mi ha colpita di più è il tema della formazione.
Oggi il DM 140/2014 prevede un minimo di 15 crediti formativi annui, mentre associazioni come ANACI ne richiedono 28, con la prospettiva di un ulteriore aumento. Questo porta a una domanda inevitabile:
è davvero possibile affrontare con serenità e competenza il ruolo di amministratore di condominio con una formazione minima?
Le responsabilità dell’amministratore sono in costante crescita. Il legislatore continua ad ampliarle, sia sul piano civile che penale, e l’esperienza quotidiana dimostra che, anche con una formazione continua, emergono costantemente nuovi adempimenti, nuove interpretazioni, nuove competenze tecniche da acquisire.
Il nostro lavoro richiede conoscenze che spaziano dal diritto al fisco, dall’elettrico all’idraulico, dall’antincendio alla sicurezza sul lavoro, fino alle sempre più rilevanti norme UNI, verso cui il legislatore sta chiaramente orientando il sistema.
Oggettivamente, il materiale per la formazione sarebbe sufficiente per un corso alla settimana, non per quindici ore in un anno.
Mi chiedo quindi, con spirito costruttivo e senza giudizio:
ci si può davvero fermare al minimo sindacale?
Si può dormire sonni tranquilli sapendo di avere responsabilità così ampie con una formazione ridotta al minimo richiesto?
Forse la vera domanda è un’altra:
sono io a essere troppo perfezionista o, semplicemente, questo lavoro richiede oggi un livello di preparazione più alto rispetto al passato?
Personalmente continuo a credere che la formazione continua, ben oltre gli obblighi minimi di legge, non sia un costo ma una tutela: per l’amministratore, per i condomini e per il valore stesso degli immobili che ci vengono affidati.
